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Tipi di Agricoltura PDF Stampa
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Tipi di Agricoltura
  

 

tipi_agricoltura2.jpg Tipi_agricoltura.jpg

L’agricoltura italiana negli ultimi 60 anni, spinta dall’esigenza di soddisfare i fabbisogni alimentari in forte crescita a causa dell’aumento della popolazione, ha subito profonde trasformazioni. A livello globale tale trasformazione è conosciuta come “rivoluzione verde” che ha rappresentato un approccio innovativo ai temi della produzione agricola la quale, attraverso l'accoppiamento di varietà ad alto potenziale genetico a sufficienti input di fertilizzanti, acqua ed altri prodotti agrochimici, ha consentito un incremento significativo delle produzioni agricole in gran parte del mondo scongiurando in parte la crisi alimentare.
  

La rivoluzione verde non si è comunque rivelata esente da problematiche, prevalentemente ambientali, ed è oggi in corso una sua revisione che sappia fare tesoro dei suoi successi e al contempo riduca i livelli di inquinamento ambientale ad essa spesso correlati.
Infatti, secondo alcuni studiosi, le varietà create in seguito alla rivoluzione verde non sarebbe corretto denominarle varietà ad “alta resa” ma bensì varietà ad “alta risposta” poiché la maggior produttività che tale varietà riesce a dare è resa possibile grazie a grandi quantità di input come nutrienti e prodotti vari (fertilizzanti e fitofarmaci in genere e acqua).
Fertilizzanti, pesticidi ed erbicidi chimici, alcuni dei quali devono essere prodotti a partire da combustibili fossili, rendendo l'agricoltura progressivamente basata sui prodotti del petrolio.
Inoltre, mentre i prodotti agricoli aumentavano come risultato della rivoluzione verde, la quantità di energia richiesta dal processo di produzione (cioè l'energia che deve essere spesa per produrre un certo prodotto) è anch'essa cresciuta ad un ritmo più alto, così che il rapporto tra raccolto prodotto ed energia di input è andato via via diminuendo. Inoltre è dimostrato che molte di queste varietà ibride ha un valore nutritivo inferiore alla sue antenate o che a parità di varietà, coltivandole con agricoltura tradizionale o biologica e non convenzionale, si aumenta la capacità nutritiva.
Un altro fattore negativo è il degrado del suolo. I critici sostengono che la rivoluzione verde distrugge la qualità del suolo a lungo raggio. Questo è il risultato di una pluralità di fattori, inclusa la "bruciatura" del suolo a causa di un uso pesante di fertilizzanti chimici, che uccidono i microbi benefici del suolo e altri organismi, causando erosione del suolo e perdita di importanti elementi residuali. Questo può condurre ad una dipendenza crescente dagli input (immissioni) chimici per compensare il deterioramento del suolo, un processo che in definitiva può fallire.

  
Per questo motivo da un po’ di anni si è iniziato a parlare di agricoltura sostenibile.
Dal punto di vista macro-economico la sostenibilità del settore agricolo si misura in base alla risorse che ha bisogno per sostenersi (input) e i rifiuti che emette nell’ambiente (output). Meno risorse e meno inquinanti emette, più è sostenibile.
   

L’agricoltura tradizionale che ha plasmato il paesaggio delle colline venete era ed è fondata dai seguenti principi:
• Diversità e continuità spaziale e temporale delle colture
• Impiego ottimale dello spazio e delle risorse
• Chiusura dei cicli degli elementi nutritivi
• Conservazione dell’acqua
• Controllo dell’avvicendamento e protezione delle colture

   

La diversità e continuità spaziale e temporale delle colture è, ad esempio, evidenziata dalla policoltura. Nella policoltura le rese totali per Ha sono spesso più elevate di quelle della monocoltura, anche quando la produttività dei singoli componenti è ridotta. La policoltura molto spesso consente di, soddisfare le esigenze nutritive di piccole comunità, contrastare le radiazioni luminose e conservare l’acqua mediante la strutturazione della vegetazione su diverse altezze e di fissare alcuni minerali nel suolo. Si consideri, tra l’altro che gli organismi dannosi si diffondono meno rapidamente nelle consociazioni, per via della differente suscettibilità agli insetti e ai patogeni e a causa della maggiore abbondanza ed efficienza dei nemici naturali. E’ ovviamente un’assicurazione contro l’insuccesso colturale.
   

Altre pratiche agricole tradizionali:
• Sovescio
• Pacciamatura
• Rotazione, maggese
• Lavorazione minima

Come citato nell’introduzione, l’idea sarebbe far tesoro dei successi di una e dell’altra tipi di agricoltura per garantire uno sviluppo duraturo e il miglioramento della qualità dei cibi.
 

 

Ecco un elenco dei vari tipi di agricoltura nate con questo obiettivo (clicca per avere ulteriori approfondimenti):

   

• Agricoltura biodinamica

• Agricoltura omeodinamica
Tecniche di coltivazione e di allevamento spesso non molto diverse da quelle dell'agricoltura convenzionale, finalizzate a mantenere la fertilità del terreno, la salute delle piante e aumentare la qualità dei prodotti ottenuti.

       

 Agricoltura biologica
Modalità di produzione basata sull'adozione di tecniche di coltivazione e di allevamento a basso impatto ambientale. I prodotti che si ottengono sono sani, ad alto valore nutrizionale ed esenti da contaminazione,


• Agricoltura integrata
Presuppone l'adozione di tecniche di coltivazione e allevamento che prevedono l'utilizzo di prodotti naturali ed un limitato impiego di prodotti chimici sintetici. Queste tecniche si inseriscono tra l'agricoltura convenzionale e quella biologica.

   

• Agrosilvicoltura
È una pratica agricola moderna consistente nella coltivazione di piante utili per l’uomo.

 

 

(La prima immagine in alto a sinistra raffigura delle colture a Selva, mentre l'immagine in alto a destra e tratta dal sito www.iran.blogosfere.it/economia/)

  

10/5/2008

 

Diego Pellizzaro

Ultimo aggiornamento ( venerdì 08 agosto 2008 )
 

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